Sviluppare l’intelligenza emotiva

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Intelligenza Emotiva: il SEI assessment di Six Seconds è uno strumento per misurarla e allenarla

L’esperienza come insegnante in Turchia è stata sfidante, ma anche molto arricchente perché mi ha fatto giungere a nuove consapevolezze.

La prima scuola dove ho lavorato a Istanbul aveva, sulla carta, tutto ciò che si può desiderare: connessione internet funzionante, smartboard, un computer per ogni docente, un’aula chiamata FunClub dove poter fare attività più ludiche, (quasi) nessun problema di budget….un sogno. I docenti stranieri facevano lezioni di conversazione attraverso giochi, video, esercizi interattivi. Gli argomenti erano interessanti e coinvolgenti, eppure c’erano dei grossi problemi di gestione della classe. Bambini irrispettosi verso gli insegnanti, tensione tra i bambini, tanto stress per gli insegnanti. Ogni giorno mi sembrava di andare in trincea.

All’inizio pensavo capitasse solo a me in  quanto straniera e con limitata esperienza. Credevo fosse un problema di lingua poiché non riuscivo a comunicare in turco e dovevo utilizzare principalmente il linguaggio del corpo. All’epoca non ero così consapevole dell’importanza del linguaggio non verbale e paraverbale (tono della voce,  velocità, volume, timbro, pause, etc) e degli effetti di questi sul mio modo di insegnareConfrontandomi con le mie colleghe, è emerso come questo fosse un problema comune anche per loro, anche se avevano molti più anni di esperienza. Ogni grado disponeva anche di counsellor che facevano il meglio che potevano, ma non riuscivano a seguire tutti i bambini. Il comportamento degli studenti aveva delle ripercussioni sugli insegnanti, che si sentivano molto frustrati e anche sul rapporto tra i docenti e i genitori.

Ho iniziato a indagare le cause di questo malessere generale per trovare una chiave di lettura. Qual era la causa? Possibile che non ci fosse nulla da fare? E’ così che ho iniziato ad interessarmi di emozioni, intelligenza emotiva e apprendimento socio-emotivo.

Possiamo avere tutta la tecnologia del mondo, ma da sola non basta. Occorre curare in primo luogo il tipo di relazione che si instaura tra i bambini, tra studenti e insegnanti e tra insegnanti. Tutto molto bello, ma come si fa? Prendendoci cura dell’aspetto emozionale. Le emozioni infatti sono alla base dei nostri comportamenti.
Come hanno evidenziato alcuni studi, l’apprendimento socio-emotivo si è dimostrato efficace per ridurre i comportamenti aggressivi, il tasso di abbandono e migliorare il rendimento scolastico, l’attitudine degli studenti verso loro stessi, i loro compagni e la scuola in generale. 
Parallelamente agli studenti, è bene che anche i docenti, dirigenti scolastici e tutti coloro che operano nella scuola sviluppino queste competenze, cruciali non solo per svolgere meglio il loro lavoro, ma anche per vivere meglio.
Serve a poco avere una LIM, passare i pomeriggi a preparare lezioni super-coinvolgenti da proporre in classe se poi, usciti dall’aula, si parla alle spalle della collega, si usano parole negative, non si mostra alcuna empatia nei confronti degli altri. Tutto questo si ripercuote negativamente sul clima generale dell’organizzazione.

Nel 2015 disponevo di pochi strumenti per migliorare la situazione in cui mi trovavo e andavo a intuito. In seguito a episodi aggressivi, prendevo in disparte lo studente e cercavo di capire perché avesse reagito in quel modo. Credo sia un approccio comune a molti insegnanti. Una volta chiarita la situazione, però, mancava lo step di azione pratica. Molto spesso i bambini non sono del tutto consapevoli del perché hanno determinate reazioni. A poco serve dire “Controllati”: se solo sapessero come fare, lo farebbero! Reagire in modi aggressivi è frustrante per loro, ma forse non conoscono altre modalità.

Sempre più scuole italiane stanno portando avanti dei progetti sulle emozioni e questo è un fatto incoraggiante. Essere consapevoli delle emozioni che si provano, riuscire a dare loro un nome è il primo passo per sviluppare le competenze emozionali e vivere meglio. 

Come fare allora per misurare e allenare l’intelligenza emotiva?

Six Seconds, il network di intelligenza emotiva, ha creato un questionario, il SEI Six Seconds Emotional Intelligence, basato sul modello teorico sviluppato dai loro ricercatori. Questo strumento indaga le tre aree alla base dell’intelligenza emotiva: consapevolezza di se stessi (self awareness), gestione di se stessi (self management), allineamento con la propria missione di vita (self direction). Per ciascuna area, il questionario misura specifiche competenze, otto in totale, che si possono allenare indipendentemente dal livello di partenza.

Il modello di Six Seconds

L’assessment SEI di Six Seconds indaga le tre aree dell’Intelligenza emotiva e misura le otto competenze socio-emotive

Il SEI, compilabile online, permette di conoscere i propri punti di forza  e le aree di miglioramento. Restituisce un report approfondito di 21 pagine focalizzato sulle competenze socio-emotive e approfondisce anche l’impatto che queste hanno sull’ efficacia personale, sulle relazioni,sul  benessere e sulla qualità di vita.

Il SEI è disponibile per adulti e anche per giovani (dagli 11 ai 17 anni). E’ possibile inoltre misurare il livello di intelligenza emotiva di un gruppo classe.

Anche per i giovani, l’assessment restituisce un report approfondito di 21 pagine, focalizzato sulle competenze socio-emotive del ragazzo/a e evidenzia anche l’impatto che queste hanno sulla sua salute generale, efficacia personale, efficacia relazionale, soddisfazione nella vita e orientamento al risultato.

Se sei interessata ad approfondire l’argomento per te, per i tuoi figli o la tua classe, consulta la pagina dedicata all’intelligenza emotiva o contattami subito.

Il 2018 sarà un anno straordinario per l’intelligenza emotiva. Six Seconds ha organizzato un grande evento per allenare in modo pratico e concreto le competenze socio-emotivo.  PraticaMente si terrà a Bologna il 9 e 10 marzo 2018. Consulta il sito per approfondimenti!

Mary Gioffrè
Mary Gioffrè
Ciao! Sono Mary Gioffrè, coach, insegnante di inglese e fondatrice di Insegnanti Consapevoli. La mia missione è accompagnare le insegnanti italiane in un percorso di consapevolezza per riscoprire i propri doni e talenti per insegnare e vivere meglio.

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