La resilienza nell’educazione

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La scorsa settimana ho partecipato alla Conferenza Europea sulla Resilienza nell’Educazione che si è svolta all’Università di Malta, Valletta Campus.
Due giorni di presentazioni e seminari in cui ricercatori e docenti da tutto il mondo hanno condiviso i risultati dei loro studi, progetti (come quello Enrete) e buone pratiche.

Cos’è la resilienza?

La resilienza  fa riferimento alla capacità di individui e comunità di superare gli ostacoli ele le difficoltà,siano esse ordinarie della vita quotidiana o straordinarie come malattie, calamità naturali, incidenti.  La resilienza assume ancora più importanza se consideriamo il momento storico così complesso e soggetto a continui cambiamenti come quello in cui viviamo.E’ direttamente correlata alle competenze socio-emotive: più è alto il livello di intelligenza emotiva più aumenta la resilienza.

Ma la resilienza può essere insegnata?

Per imparare ad essere resilienti occorre allenare questa capacità, essere immersi nel mondo. E questo vale anche per le competenze socio-emotive. Poi sì, sono stati sviluppati dei programmi che possono essere integrati nel piano didattico, che forniscono delle attività per aiutare i bambini a sviluppare resilienza, come per esempio Rescur, ma è importante  praticare la resilienza, non solo conoscerla a livello teorico.  

Come ha sottolineato il Prof. Michael Ungar, uno dei massimi esperti sulla resilienza, è bene che i bambini siano esposti a livelli ottimali di stress, delle sfide correlate alla loro età e capacità. Se i bambini crescono in ambienti iperprotettivi e controllanti, con genitori che spianano la strada per loro (fenomeno dei genitori spazzaneve) non svilupperanno resilienza. E quindi, praticamente, come fare?Assegnando ai bambini piccoli compiti e focalizzandosi meno sulla necessità di controllarli e più sulla volontà di aiutarli a costruire delle capacità. Tanto semplice, quanto poco scontato nella società di oggi.

E’ importante che l’ambiente circostante sia allineato con gli obiettivi che si vogliono perseguire a scuola. Come per l’apprendimento socio-emotivo, anche l’allenamento della resilienza non è confinata alle aule scolastiche, ma continua anche tra le mura domestiche, nelle comunità di riferimento (sport, parrocchia, ecc). Per questo è importante coinvolgere anche i genitori, un compito difficile, è vero, ma non impossibile.

Un altro aspetto da ricordare, sottolineato anche in diverse presentazioni, è che, prima di aiutare i bambini a sviluppare resilienza, occorre che gli insegnanti lavorino su sé per sviluppare per primi resilienza ed essere un modello di riferimento.

Allenare la propria intelligenza emotiva è un modo di dedicarsi alla propria crescita personale. Emotivamente Intelligente è un’ora di consulenza su skype, preceduta dal test di intelligenza emotiva SEI, per creare un piano di allenamento con azioni pratiche e concrete per sviluppare la propria intelligenza emotiva. Un insegnante emotivamente intelligente è una guida autorevole in grado di stabilire delle buone relazioni con gli studenti, alla base di un clima scolastico positivo e un’efficace gestione della classe. Inizia ad allenare la tua intelligenza emotiva!

Mary Gioffrè
Mary Gioffrè
Ciao! Sono Mary Gioffrè, coach, insegnante di inglese e fondatrice di Insegnanti Consapevoli. La mia missione è accompagnare le insegnanti italiane in un percorso di consapevolezza per riscoprire i propri doni e talenti per insegnare e vivere meglio.

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