Come migliorare la comunicazione con gli studenti conoscendo i sistemi rappresentazionali

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I sistemi rappresentazionali: quali sono e perché è importante riconoscerli

I sistemi rappresentazionali: quali sono e perché è importante riconoscerli

Cosa avete fatto nella lezione di geografia oggi?
Vittoria: “Abbiamo studiato i paesi dell’Europa. L’insegnante ci ha mostrato le fotografie delle bandiere e di alcuni piatti tipici di ogni paese. E’ stata una lezione bellissima!”

Aurora: “La professoressa ci ha fatto ascoltare alcune parole pronunciate in lingua straniera e poi abbiamo discusso in piccoli gruppi quale lingua avremmo voluto imparare.”

Cinzia: “Mi sono divertita tantissimo! L’insegnante ci ha portato alcuni souvenir dai suoi viaggi e li abbiamo toccati. Abbiamo provato a dire qualche parola in francese e spagnolo e poi abbiamo fatto un gioco in cui dovevamo indovinare i paesi basandoci sui gesti che facevano i nostri compagni.”

Adele: “Abbiamo studiato le caratteristiche di ogni paese, come per esempio il numero di abitanti, la superficie e la lingua parlata. Poi abbiamo fatto una classifica dei paesi per grandezza.”

Stessa lezione, stessa domanda, quattro risposte diverse. Perché?
Ognuno di noi processa le informazioni del mondo attraverso il suo sistema rappresentazionale, ovvero il canale attraverso cui percepiamo la realtà e la rappresentiamo nel film della nostra mente.
Secondo l’aggiornamento più recente, i canali vengono divisi in quattro tipologie: visivo, auditivo, cinestesico (o cinestetico) e auditivo digitale. Possediamo tutti e quattro i canali, ma ne utilizziamo uno o due in maniera dominante.
Non esistono sistemi rappresentazionali migliori di altri. Tutti hanno dei punti di forza e debolezza. Le difficoltà nascono quando entrano in contatto l’uno con l’altro. Conoscere i sistemi rappresentazionali, ci permette di entrare in sintonia con gli altri, adattare la nostra comunicazione e renderla più efficace.

Anche in classe sono da tenere in considerazione, poiché tendono a influenzare anche lo stile di  apprendimento.

Come insegnanti, è bene essere consapevoli del nostro sistema rappresentazionale, poiché, inconsciamente, tendiamo a riproporlo nel nostro modo di insegnare. Se per esempio sono un’insegnante uditiva, tenderò a dilungarmi nelle spiegazioni. Il problema sorge nel momento in cui i miei alunni sono per la maggior parte visivi e preferiscono vedere i contenuti anziché ascoltarli. Per questo motivo, è importante conoscere anche le modalità di rappresentazione preferite dai nostri alunni per adattare i contenuti didattici e permettere loro di seguire meglio le lezioni.
L’idea non è di usare sempre esclusivamente il canale preferito dai nostri studenti, ma  alternare tutti e quattro i tipi all’interno delle lezioni in modo da rivolgerci efficacemente a tutti gli studenti e allenarli a sviluppare anche i sistemi rappresentazionali che tendono ad usare di meno.

Vediamo le caratteristiche principali dei quattro sistemi rappresentazionali:

  1. Visivo – “Non la vedo bene”

Processa il mondo principalmente, ma non esclusivamente, per immagini. Utilizza un linguaggio descrittivo e parole legate alla sfera visiva, come ad esempio: Guarda, mi pare che, vedo tutto chiaro, vedila così, ti faccio il quadro della situazione,non riesco a mettere a fuoco,punto di vista, vederla allo stesso modo, mettere nero su bianco, ecc.

Tende a parlare velocemente con un ritmo sostenuto e incalzante e un tono della voce alto. Generalmente assume una posizione frontale e protesa in avanti.

*Uno studente che predilige questo canale rappresentazionale, è stimolato dalle slide, immagini, video,  rappresentazioni grafiche e schemi alla lavagna. Ricorda meglio ciò che può vedere. Preferisce leggere le istruzioni anziché ascoltarle. Fa fatica a seguire spiegazioni lunghe e si innervosisce se non vede bene. Meglio quindi se si siede vicino alla lavagna.

  1. Auditivo –  “Non mi suona”

Processa le informazioni principalmente attraverso l’udito.

Alcune frasi tipiche sono: ascolta, non mi suona, prestare attenzione a, a dire la verità, essere in sintonia, sentiamoci, forte e chiaro, corre voce, per così dire, questa è musica per le mie orecchie, è nelle mie corde…

Lo riconosci perché tende a tenere il tempo con la penna o con il piede e generalmente siede di tre quarti per esporre l’orecchio, il suo organo di preferenza, e sentire meglio. Se hai davanti una persona auditiva che non ti sta guardando in faccia, non ti offendere! Ti sta prestando la sua massima attenzione ponendoti l’orecchio. Un auditivo, infatti, tende a innervosirsi se non sente. Parla con una cadenza ritmata.  

*Un alunno auditivo ascolta le spiegazioni ed è colpito dalla musica e dal suono delle parole. Ama leggere ad alta voce, registrare le lezioni, ripetere più volte le parole e i concetti.  Gli auditivi sono la minoranza della popolazione.

  1. Cinestetico o cinestesico – “Questa cosa mi puzza”

Processa per sensazioni, basandosi sul tatto, l’olfatto, il gusto e le sensazioni che sente nella pancia. Alcune frasi tipiche sono: mi sento, tenersi in contatto, togliersi un peso dalle spalle, momento di panico, sentirsi sotto pressione, sentirsi in connessione, mano nella mano, me lo sento,non me la sento,  è andata liscia, pelle d’oca, fare il duro, tagliare corto, con i piedi per terra, mi puzza…

Parla con un ritmo più lento e un volume basso. Ha una gestualità lenta.  Lo riconosci perché, quando seduto, tende ad assumere una posizione comoda.
*Uno studente cinestesico ama sperimentare, toccare con mano; non riesce a concentrarsi se è costretto a stare immobile per lungo tempo, ha necessità di fare delle pause frequenti e preferisce studiare muovendosi. Ama essere coinvolto nell’attività che sta seguendo (per esempio prendendo appunti) e fa fatica a seguire le spiegazioni lunghe.

 

  1. Auditivo digitale o dialogo interno – “Ha senso”

Processa il mondo attraverso il ragionamento e i simboli. E’ l’unico sistema rappresentazionale che non è legato a un organo di senso. Un auditivo digitale ha un dialogo interno più sviluppato. Parla molto con se stesso, ma non necessariamente riflette questa sua tendenza anche all’esterno. Tende a farsi un sacco di domande per approfondire e razionalizzare le informazioni che riceve.
Alcune frasi tipiche sono:  secondo me, è logico, non ha senso, stavo pensando, lascia che ci rifletta, in ultima analisi, cosa significa, non conta, considera, pensaci su, capire meglio, approfondire…
Parla con un volume e un ritmo medio ed è tendenzialmente mono-tono. Tende a fare tante pause.

*Un alunno con una canale maggiormente auditivo-digitale ama gli schemi e i modelli, ricerca la chiarezza e ragiona per processi logici e sequenziali.

Qual è il tuo sistema rappresentazionale dominante?
Fai subito il test per scoprirlo e scrivi il tuo risultato nei commenti qui sotto!

Mary Gioffrè
Mary Gioffrè
Ciao! Sono Mary Gioffrè, coach, insegnante di inglese e fondatrice di Insegnanti Consapevoli. La mia missione è accompagnare le insegnanti italiane in un percorso di consapevolezza per riscoprire i propri doni e talenti per insegnare e vivere meglio.

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