L’innovazione didattica a scuola è importante, ma non è tutto

I sistemi rappresentazionali: quali sono e perché è importante riconoscerli
Come migliorare la comunicazione con gli studenti conoscendo i sistemi rappresentazionali
settembre 26, 2017
5 strategie per rendere la comunicazione con i colleghi più efficace
5 consigli per migliorare la comunicazione con i colleghi
ottobre 10, 2017
Show all
L'innovazione didattica a scuola è importante ma non è tutto

L'innovazione didattica a scuola è importante ma non è tutto

La settimana scorsa ho preso parte a Fiera Didacta 2017, l’evento di tre giorni sull’innovazione didattica a scuola che si è svolto a  Firenze . Ho seguito alcuni workshop e curiosato tra i numerosi stand. Sicuramente ne sono uscita arricchita per i contenuti che sono stati condivisi, ma ancora di più dalle conversazioni che ho avuto con alcuni docenti di diverse parti d’Italia.
Mi sono fermata davanti a uno stand dove veniva presentato un software per lavagne. Era quello che usavo anche io nella scuola dove lavoravo a Istanbul! Mentre ascoltavo l’insegnante che raccontava la sua esperienza e illustrava le funzionalità di quel prodotto, mi sono resa conto di come la mia scuola turca  fosse più avanti di quanto pensassi, almeno in termini di tecnologie e innovazione didattica. Avevo tra le mani uno strumento molto potente, ma lo conoscevo solo parzialmente. Come sarebbe stato utile ricevere qualche ora di formazione su quel software!  E invece ho imparato tutto da sola, cercando su Google quando ne avevo bisogno e procedendo per tentativi, e così hanno fatto le mie colleghe, alcune delle quali erano riluttanti ad usare quella lavagna che in fondo conoscevano poco. La docente con cui ho parlato, che oltretutto ha svolto dei progetti proprio con due scuole turche, mi diceva che queste situazioni si verificano anche in Italia purtroppo. Un vero peccato! Basterebbe davvero poco per sfruttare meglio gli strumenti che abbiamo o che ci vengono messi a disposizione.

Perché l’innovazione didattica non è tutto

Ho assistito a un dibattito sui nuovi modelli educativi, una presentazione di buone pratiche implementate con successo in diverse scuole italiane in contesti differenti. In queste scuole, i ragazzi si spostano di aula in aula, possono lasciare i libri nei loro armadietti senza doverli portare a casa e appesantire lo zaino e esercitano l’abilità di parlare in pubblico attraverso i dibattiti. I docenti sono divisi per dipartimento e hanno la possibilità di lavorare insieme;nelle classi, la cattedra non è centrale, ma spostata di lato per mettere al centro  gli studenti e le lavagne sono interattive. Mentre ascoltavo tutte queste esperienze, non ho potuto fare a meno di pensare alla didattica che ho sperimentato io in Turchia. La scuola dove ho insegnato aveva tutte queste caratteristiche e sulla carta era ed è una delle migliori del paese. Eppure tutta quella innovazione di strumenti e metodologia non è abbastanza se manca la sostanza. Mi spiego meglio. Prima delle innovazioni tecnologiche vengono le relazioni umane. Quelle tra studenti, tra docenti e studenti, tra insegnanti e dirigente scolastico e quelle tra colleghi. Usare metodi di insegnamento interattivi usando le tecnologie può rendere le lezioni più coinvolgenti per gli studenti, ma altrettanto d’impatto  è il modello che forniamo loro, anche in corridoio, quando non siamo in classe. Pettegolezzi, poca collaborazione tra colleghi, invidie, gelosie, atteggiamento critico e non costruttivo, superficialità. Che cosa recepiscono gli studenti osservando questi comportamenti di alcuni insegnanti? Come possiamo aspettarci dei comportamenti virtuosi dai nostri alunni se noi per primi non diamo loro il buon esempio?

Nella mia scuola, il clima era abbastanza pesante e il ricambio degli insegnanti molto alto a causa del loro malcontento nonostante avessimo a disposizione tante risorse funzionanti.
L’innovazione è importante e se ne fa già tanta, ma l’investimento nelle persone dovrebbe andare di pari passo. 
Qual è il vostro pensiero in merito? In che modo l’innovazione tecnologica ha cambiato la vostra esperienza di insegnamento? Lasciate un commento qui sotto!

P.S.: Intraprendere dei percorsi di crescita personale per aumentare la propria consapevolezza e migliorare la comunicazione è un primo passo per un clima scolastico migliore ed è anche l’obiettivo di questo progetto.  Se stai vivendo un momento difficile a scuola e vorresti cambiare questa situazione, contattami per un incontro conoscitivo gratuito, senza impegno. La scuola ha bisogno di Insegnanti Consapevoli!

Mary Gioffrè
Mary Gioffrè
Ciao! Sono Mary Gioffrè, coach, insegnante di inglese e fondatrice di Insegnanti Consapevoli. La mia missione è accompagnare le insegnanti italiane in un percorso di consapevolezza per riscoprire i propri doni e talenti per insegnare e vivere meglio.

2 Comments

  1. Stefania Dolfi ha detto:

    Credo anch’io che l’innovazione aiuta nella didattica, ma ciò che la anima è la relazione. Lo star bene in classe dipende dal clima che si vive con gli alunni; è la stima e la fiducia reciproche che permettono di instaurare un ambiente in cui si cresce insieme, alunni e insegnanti, e in cui scambiarsi idee, opinioni e arricchisce tutti. Credo così che la stima, il rispetto e la collaborazione fra insegnanti sia indispensabile per lavorare bene, sentendosi non come dei pezzi di un puzzle che si costruisce insieme, ma come dei colori che si amalgamano l’un l’altro per comporre un bel dipinto. Ogni colore ha il suo valore, ma accanto all’altro assume tonalità particolari, speciali, che da solo non possiede.

  2. Mary Gioffrè ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo con te, Stefania. L’immagine dei colori che si amalgamano insieme per comporre un bel dipinto rende benissimo l’idea!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

[mc4wp_form id="10215"]