Lettera di un insegnante ai genitori

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6 mesi di buone notizie a scuola: il progetto della Scatola della Positività
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Quest’anno ho seguito, in qualità di coordinatrice volontaria, il progetto della Scatola della Positività e web TG delle Buone Notizie, promosso da The Bright Side, la web community delle buone notizie e delle buone pratiche. Abbiamo coinvolto 100 classi italiane tra quinte di scuola primaria e prime, seconde e terze di scuole secondarie di I grado. Gli studenti si sono trasformati in cacciatori di buone notizie e per 6 mesi ci hanno inviato le loro notizie positive, creando il web TG delle buone notizie!

Uno degli aspetti più belli di questo progetto, oltre all’impatto  e ai risultati che abbiamo ottenuto e di cui parlerò nel post della prossima settimana, è stato aver avuto la possibilità di collaborare con grandi professionisti del mondo dell’educazione e della formazione e incontrare virtualmente degli insegnanti eccellenti.

Uno di questi è il Maestro Roberto Lovattini della Scuola Caduti sul Lavoro di Piacenza, un pioniere delle buone notizie a scuola, che già da anni porta avanti dei progetti in questo ambito.

Ha scritto una bellissima lettera destinata ai genitori e ho pensato di condividerla anche con la community di Insegnanti Consapevoli. E’ uno spunto di riflessione utile per tutti noi.

Colgo l’occasione anche per annunciarvi che, proprio sul tema scuola-famiglia, sto organizzando insieme a una collega, un corso modulare che partirà in autunno e si svolgerà a Bergamo o Milano. Presto ulteriori dettagli! Clicca qui per iscriverti alla lista d’attesa.

E adesso la lettera.
Buona lettura!

Cari papà e care mamme, un altro anno scolastico è terminato ed io ho pensato di scrivervi una lettera per salutarvi e dirvi quello che penso.

Innanzitutto mi scuso con voi per due ragioni.

Prima di tutto se non sempre sono riuscito ad aiutare come avrei voluto i vostri figli. Nel nostro lavoro gli errori si commettono: non sempre si calibra bene quello che serve ai bambini in un dato momento. Sinceramente ce l’ho messa tutta e qualche volta, parlando in generale e non dei singoli casi, ci sarebbe voluta anche un po’ più di collaborazione da parte vostra.

Vi chiedo anche scusa per la franchezza con la quale mi rivolgo a voi. La mia non è presunzione di volervi insegnare a fare il genitore e non è mia intenzione offendere nessuno ma, sulla base delle mie esperienze, toccare le corde della vostra sensibilità per cercare di ottenere una collaborazione ancora migliore.

Riconosco che nella vita odierna il lavoro e i tanti impegni ci portano spesso a essere fuori di casa e così ad avere meno tempo per i figli, ma se si vuole che essi crescano bene come uomini – donne e come cittadini non esiste un altro modo se non quello di dedicare loro il nostro impegno.

Sono convinto che, salvo casi molto particolari, tutti i bambini e le bambine possano proseguire con successo nella loro esperienza scolastica e di vita, ma …   ma a patto che tutti gli adulti coinvolti nella loro esperienza formativa, genitori – insegnanti – altri, si mostrino sensibili ai loro bisogni, alle loro necessità e alle loro grida d’aiuto e si sintonizzino per fornire loro ciò di cui si aspettano da noi.

Non si tratta di guardare i bambini con occhio “ buonista” nelle recite e nelle occasioni ufficiali commuovendosi, filmandoli sino alla noia e osservando come sono bravi, ma aiutandoli concretamente giorno per giorno. Forse i figli non sono come noi vorremmo, ma dobbiamo amarli per come sono.

Ho una richiesta: se volete che i vostri figli crescano mostrando amicizia, solidarietà e aiuto verso chi ha bisogno, quello che occorre fare è smettere di pensare unicamente al proprio figlio vedendo gli altri bambini, e soprattutto quelli più in difficoltà, come problema dei loro genitori. Dovremmo avere a cuore tutti i cuccioli, tutta la nidiata della nostra classe. Nessuno di questi bambini e bambine può essere sicuro che un domani non sarà in difficoltà, che non avrà bisogno della comprensione e dell’affetto degli altri. Nessuno di loro può essere sicuro che non commetterà errori nei confronti dei compagni o di altri. In generale i genitori pensano che il proprio figlio o la propria figlia non possano mai fare del male agli altri.  Ma sono subito pronti a ritenere che il proprio figlio o la propria figlia siano oggetto di “bullizzazione”.

Sicuramente bisogna vegliare che i bambini e le bambine non subiscano violenze, ma prima di chiedere che questo o quella vengano puniti, denunciati, o altro, sarebbe necessario chiedersi quello che possiamo fare come gruppo di adulti per aiutare la classe a gestire le difficoltà.

I bambini non partono mai tutti sulla stessa linea di partenza: chi non è mai stato portato in una libreria è sicuramente svantaggiato rispetto a chi è cresciuto in mezzo ai libri. Chi non va mai da nessuna parte, non fa mai una gita o non va mai al cinema con i genitori, è sicuramente svantaggiato. Non mi permetto di giudicare nessuno e se penso alla mia infanzia, nonostante mia madre e mio padre mi volessero bene non sempre ho avuto queste cose.

Cari papà e care mamme, alcuni bambini e alcune bambine quest’anno hanno evidenziato piccoli e meno piccoli problemi. Problemi soprattutto riferiti a difficoltà emotivo- relazionali- comportamentali. Queste difficoltà sono superabili o comunque gestibili, ma occorre l’impegno di tutti. E occorre oggi!! Non quando la situazione è precipitata e si fa a gara per attribuire la responsabilità del fallimento. Occorre innanzitutto stare vicino al bambino o alla bambina, dicendo dei no quando è il caso, ma anche ascoltandoli e giocando con loro.

Il prossimo anno, all’inizio dell’attività scolastica, vi inviterò a partecipare ad una riunione, dove chiederò che siano presenti tutti i papà e tutte le mamme. Scegliete voi il giorno e l’ora, io sarò disponibile a partecipare, per me andrà bene qualsiasi giorno, ma vorrei che ci foste tutti, poiché siete tutti importanti nessuno escluso.

La riunione servirà per parlare dei bambini e di come aiutarli.

Questa estate vorrei lasciare alcuni compiti per voi genitori.

Non è necessario riempire di attività la vita di vostro/a figlio/a, a volte può pure essere lasciato ad annoiarsi, ma…

1) Almeno una volta portate vostro/a figlio/a in una libreria e sfogliate i libri insieme a lui/lei: qualsiasi sia la vostra religione, la vostra cultura o classe sociale di provenienza i libri sono fondamentali per crescere.

2) Cercate sul giornale o dove volete voi, una notizia positiva e parlatene insieme. Fate una raccolta di notizie positive. Mettetevi d’accordo tra genitori e scambiatevele.

3) Almeno una volta portate vostro figlio al cinema e godetevelo insieme.

4) Non lasciate in casa tutta l’estate vostro/a figlio/a ma cercate di fare in modo che frequenti amici, vada fuori a giocare, faccia ( anche se sono brevi) viaggi e vacanze, conosca nuovi posti e nuove persone.

5) Preparate una torta, organizzate una festa, una giornata di giochi e fatelo insieme a lui/lei.

6) Dategli/le qualche responsabilità in casa e affidategli/le qualche piccolo incarico da svolgere durante il quale deve parlare e spiegarsi con altre persone.

7) Quaderno-diario di bordo: provate a prendere un quadernone e a riempirlo con disegni, scritti, biglietti dei viaggi, del treno, dell’aereo, della nave, dei musei, del cinema, ecc …  Vicino mettete la data e brevi frasi. Non è necessario farlo tutti i giorni. Cominciate voi con un disegno, una foto, una breve frase (“I nonni ci aspettavano ed hanno pianto” con una foto “) poi i bambini possono proseguire, ma non deve diventare una tortura. Se non li avete mai abituati che scrivere, disegnare, fotografare, ecc … è un piacere, non pretendete immediatamente troppo da loro.  Se voi lo farete, con piacere loro vi seguiranno. Scrivete anche voi, come fosse un gioco, chiedete a nonni, zii, amici, di scrivere anche loro un piccolo ricordo nella loro lingua e chiedete ai bambini di tradurre in italiano.

“Ja se zovem Roberto” lingua serba “ Io mi chiamo Roberto”.

Alla fine dell’estate prenderemo alcune parti di questo “Diario di bordo” e prepareremo il Giornale delle nostre vacanze.

Vi saluto cordialmente.       

Maestro Roberto Lovattini
robertolova@alice.it

 

Mary Gioffrè
Mary Gioffrè
Ciao! Sono Mary Gioffrè, coach, insegnante di inglese e fondatrice di Insegnanti Consapevoli. La mia missione è accompagnare le insegnanti italiane in un percorso di consapevolezza per riscoprire i propri doni e talenti per insegnare e vivere meglio.

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