La zona di potere

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“Se non ti piace qualcosa, cambialo. Se non puoi cambiarlo, cambia il tuo atteggiamento. Non lamentarti.”
Maya Angelou

Quante volte, quando ci troviamo in difficoltà, tendiamo a dare la colpa di quello che ci accade ad eventi esterni o altre persone? Colleghi che non ci aiutano, studenti che ci fanno arrabbiare, genitori che non collaborano, governo che cambia le leggi, crisi economica.
Certo, i problemi e gli ostacoli ci sono e noi ci sentiamo a disagio per questo, ma quanto effettivamente possiamo fare per cambiare e controllare il comportamento degli altri?
Quante energie sprechiamo cercando di tenere sotto controllo ciò che invece non è sotto la nostra diretta sfera di influenza?

Come scrive Lucia Giovannini in Tutta un’Altra Vita, esistono due aree ben definite. Una è la zona che è in nostro totale potere e l’altra riguarda invece tutto ciò che sfugge alla nostra volontà e su cui non abbiamo alcun controllo. Tenere a mente il confine tra queste due zone è importante per assumerci la nostra respons-abilità, ovvero l’abilità di rispondere a quello che ci accade attraverso le nostre parole, azioni, emozioni e i nostri pensieri. Nessuno può farci sentire in un certo modo a meno che non siamo noi a permetterglielo.
Respons-abilità non significa colpa, ma è una presa di coscienza del fatto che, in ogni situazione, possiamo sempre scegliere come reagire ed è questo ciò che fa la differenza.

La nostra zona di potere è determinata dal potere di parlare, pensare, emozionarci e agire.

“Quella persona mi fa sentire un’incapace o mi tratta come un’incapace”.
Chi concede il permesso a quella persona di trattarti così? E chi decide il tuo stato d’animo? Non sono mai gli eventi esterni a determinare i nostri stati d’animo, ma piuttosto il significato che noi attribuiamo ad essi e la reazione che scegliamo di avere. Non possiamo provare un’emozione se prima non diamo un significato a una situazione.

Siamo responsabili dei nostri comportamenti, delle parole e delle azioni nei confronti degli altri, ma non possiamo controllare e non siamo responsabili di ciò che le altre persone fanno, dicono o pensano perché questa è la loro zona di potere. Non siamo neanche responsabili di come le altre persone si sentono, né per la loro felicità, né per la loro tristezza.

Sì ok, mi dirai, ci sono però situazioni estreme in cui è impossibile non reagire in un certo modo!
Viktor Frankl, neuropsichiatra austriaco e fondatore della Logoterapia, a proposito della sua prigionia nei campi di sterminio disse che qualunque cosa facessero i suoi carcerieri non potevano comunque obbligarlo ad odiarli e arrivò alla conclusione che “in fin dei conti è possibile togliere agli uomini qualunque cosa tranne una, l’ultimo baluardo della libertà umana: la possibilità di scegliere con quale atteggiamento porsi di fronte a qualunque circostanza in cui si possono venire a trovare.”
Se un uomo che è sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti e ha vissuto tutte quelle sofferenze e atrocità,venendo privato anche dei suoi affetti più cari, è riuscito a trasformare quella esperienza e dare un senso a tutto ciò che gli era capitato fondando la logoterapia (la terapia del significato), allora è doveroso farlo anche per noi.

Il concetto di zona di potere è profondamente legato a quello di autostima. Nel momento in cui onoriamo noi stesse per quelle che siamo, facciamo pieno uso della nostra zona di potere e non permettiamo a nessuno di farci sentire in un modo che noi non vogliamo. Mettere in pratica la nostra zona di potere ci permette di uscire dal ruolo di “vittime” di una situazione e ci rende respons-abili della nostra vita.

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La mia missione è supportare le insegnanti italiane nel loro cammino di crescita personale. Molto spesso, infatti, le competenze emotive degli insegnanti vengono date per scontate o non si presta loro l’attenzione che meritano. Il coaching, la PNL e la neuro-semantica sono degli strumenti efficaci per diventare la miglior versione di noi stessi.

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Mary Gioffrè
Mary Gioffrè
Ciao! Sono Mary Gioffrè, coach, insegnante di inglese e fondatrice di Insegnanti Consapevoli. La mia missione è accompagnare le insegnanti italiane in un percorso di consapevolezza per riscoprire i propri doni e talenti per insegnare e vivere meglio.

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