Dare feedback quando siamo emotivamente coinvolti

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Nel post precedente, abbiamo visto i 7 passi per dare feedback per migliorare la performance, un metodo semplice e lineare per dare indicazioni su una prestazione. Le cose cambiano quando abbiamo una relazione più stretta con la persona che abbiamo davanti e siamo emotivamente coinvolti. Abbiamo paura di rovinare la relazione che abbiamo con quella persona, abbiamo paura di essere fraintesi ma allo stesso tempo vorremmo fare presente una situazione che non ci fa stare bene… come fare?
Marshall Rosenberg, psicologo americano creatore della comunicazione non-violenta, ha coniato il termine linguaggio giraffa, dal metodo che utilizzava nei suoi seminari. Ha scelto proprio questo animale perché ha il collo lungo e questo gli consente di avere una visione dall’alto e anche per il fatto che è il mammifero terrestre con il cuore più grande. Avere un cuore grande è un requisito essenziale per una comunicazione empatica e amorevole.

Di seguito, i 4 passi per dare feedback quando siamo emotivamente coinvolti, molto utile quando vogliamo fare presente una situazione che ci mette a disagio o che non ci piace con colleghi, figli, compagni, amici.

Immaginate di avere un appuntamento con il vostro amico Giulio alle 14. Passano i minuti, arrivano le 14.30 e del vostro amico non c’è traccia. Non è la prima volta che Giulio è in ritardo e anche questa volta vi ritrovate ad aspettarlo. Siete infastiditi dal suo comportamento, ma non sapete come farglielo presente.

1. Usa un linguaggio descrittivo

Inizia sempre descrivendo quello che vedi e senti. Parla sempre in prima persona “ Io vedo/ho visto, Io sento/ho sentito che…”

Nel nostro caso, possiamo dire: Giulio, avevamo appuntamento alle 14. Ho visto che sei arrivato alle 14.30 (senza dire “anche questa volta sei arrivato in ritardo, sei sempre in ritardo”, ecc. ). Riportate solo la situazione in modo oggettivo senza giudizi o commenti.

2. Esprimi quello che hai immaginato

Cosa hai immaginato in seguito a questo comportamento?

Ad esempio, ho immaginato che il nostro appuntamento non fosse importante per te perché sei arrivato in ritardo senza avvisarmi.

3. Esprimi le sensazioni e gli stati d’animo che hai provato

Qui esprimi tutte le tue sensazioni, sempre parlando in prima persona e mai incolpando l’altro. In questo modo, l’altra persona non si sente attaccata e non sente il bisogno di mettersi sulla difensiva.

Ad esempio, Mi sono sentita poco rispettata e poco tenuta in considerazione.

4. E quindi ti chiedo…

Qui potete offrire all’altra persona un’alternativa. In che modo può agire la prossima volta per non farvi sentire così?

E quindi ti chiedo, la prossima volta, per favore chiamami se sei in ritardo o mandami un messaggio per informarmi.

Ovviamente, sta all’altra persona,accettare questa richiesta o meno, ma voi avrete fatto tutto ciò che era in vostro potere fare.

E se l’altra persona si offende? Generalmente chi si offende e si sente attaccato, tende ad avere una bassa autostima e a confondere quello che fa con quello che è (non siamo i nostri comportamenti!). In quel caso, c’è poco che potete fare voi direttamente poiché l’ autostima è la stima che proviene da noi stessi e non da altri.
Pensate a delle situazioni in famiglia o al lavoro che vi mettono a disagio e che vorreste risolvere. Provate a seguire questi 4 passi e date il vostro feedback a quella persona e fatemi sapere com’ è andata!

Mary Gioffrè
Mary Gioffrè
Ciao! Sono Mary Gioffrè, coach, insegnante di inglese e fondatrice di Insegnanti Consapevoli. La mia missione è accompagnare le insegnanti italiane in un percorso di consapevolezza per riscoprire i propri doni e talenti per insegnare e vivere meglio.

1 Comment

  1. […] una vera connessione con l’altra persona. Cosa sta cercando di dirci? Qual è il suo bisogno? Il linguaggio giraffa   è una modalità di comunicazione più efficace. Come sempre distinguiamo tra persona e […]

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