Colloqui con i genitori: 5 consigli

Alunni demotivati: 6 modi per intervenire
Studenti demotivati: 6 modi per intervenire
novembre 14, 2017
Intelligenza Emotiva: il SEI assessment di Six Seconds è uno strumento per misurarla e allenarla
Sviluppare l’intelligenza emotiva
gennaio 10, 2018
Show all
Colloqui con genitori

Novembre e dicembre, tempo di colloqui con i genitori, uno degli strumenti di comunicazione fondamentali tra la scuola e la famiglia, che possono rivelarsi  però anche una fonte di stress per insegnanti, studenti e genitori.

Come fare per gestirli al meglio? Vediamo 5 consigli pratici.

  1. Accogliere i genitori al meglio
    Lo so, ci sono tanti studenti, tanti argomenti di cui parlare, il tempo a disposizione è poco e noi siamo umani. Ogni genitore parlerà con noi per un periodo di tempo limitato e merita la nostra migliore attenzione e accoglienza anche se siamo lì dalle 8 della mattina. Prima di ogni nuovo colloquio, fare anche solo un respiro profondo ci permette di ricentrarci e ricaricarci.
  2. Essere preparati
    Quando lavoravo in Turchia, insegnavo in 7 classi diverse ritrovandomi così a seguire 140 studenti e altrettante coppie di genitori. Non potevo ricordarmi tutto! Un’azione che mi ha sempre aiutato è stata scrivere degli appunti o delle parole chiave su ciascuno studente. Questo mi dava la sicurezza di non dimenticare quello che volevo dire e dava ai genitori anche l’impressione della mia preparazione e della cura con cui avevo preparato quel colloquio. Per noi, quel bambino è uno dei nostri studenti. Per i genitori,è la persona più cara che ci sia. Mostrare loro che ci teniamo e ci siamo preparati a quella conversazione pone le basi per un incontro più sereno.
  3. Dare feedback in modo costruttivo
    Abbiamo già parlato di come dare feedback in modo costruttivo e come darlo quando siamo emotivamente coinvolti.
    Iniziamo riportando i fatti, usando quindi un linguaggio descrittivo, senza giudizio. Ricordiamoci sempre di focalizzarci sul comportamento, non sulla persona.
    Come vi sentireste se vi dicessero a proposito della persona che vi sta più a cuore:  “Paolo è arrogante e manca di rispetto”? Come reagireste? Mi è capitato di viverlo a scuola con una collega. Risultato: toni accesi, genitori in modalità aggressiva, mamma  sull’orlo delle lacrime, insegnante irrigidita, situazione tesa, genitori che se ne vanno senza neanche salutare e giorni di fuoco in classe dopo il colloquio.
    Dire “Paolo si è comportato in modo arrogante dicendo xxx e ha mancato di rispetto facendo yyy” è diverso. Questo è quello che è successo, sto riportando i fatti, ma non sto dando un giudizio sulla persona. Più siamo precisi, meglio è.
  4. Offrire un piano d’azione concreto
    Cosa può fare lo studente per migliorare quel comportamento o migliorare il suo rendimento? Possiamo offrire il nostro punto di vista concreto attraverso delle frasi come:
    Una cosa che X potrebbe fare è…
    Una cosa che potrebbe funzionare…
    Una cosa che forse potrebbe aiutarlo…
    Dal mio punto di vista…
    Mi chiedo come sarebbe…

    A nessuno piace sentirsi dire quello che deve fare. Le frasi indicate sopra ci permettono di suggerire ai genitori o allo studente coinvolto il nostro punto di vista, senza imporlo.

  1. Ricordarsi i motivi per cui si è lì
    Quando mi è capitato di trovarmi davanti dei genitori che opponevano resistenza e con cui era difficile comunicare, ho cercato di vedere oltre le apparenze. Come si sentivano in quel momento? Qual era la loro intenzione positiva per quel comportamento? La mia esperienza mi ha mostrato come molto spesso i genitori si sentano impauriti, preoccupati di quello che gli insegnanti potrebbero dire loro a proposito dei loro figli. Vivono quei commenti come un attacco personale sul proprio essere genitore, ma così non è.
    A volte, è necessario ricordare ai genitori e a noi stessi del perché siamo lì. Come insegnanti e genitori lavoriamo per il bene degli studenti/figli. Non siamo lì per giudicare gli uni gli altri. Quello che vogliamo entrambi è il “successo” e la felicità dei nostri studenti/figli, no? Per riuscire nel nostro intento, occorre unire le forze, non metterci l’uno contro l’altro.
    Quando la situazione diventa tesa e sembra che si vada più sul conflitto che sulla collaborazione, chiedere “a Lei come genitore cosa sta più a cuore?” riporta alla luce i motivi per cui siamo lì e pone la conversazione su un piano costruttivo.

    Quali altri consigli vi vengono in mente per gestire i colloqui con i genitori al meglio? Scriveteli nei commenti qui sotto!

Mary Gioffrè
Mary Gioffrè
Ciao! Sono Mary Gioffrè, coach, insegnante di inglese e fondatrice di Insegnanti Consapevoli. La mia missione è accompagnare le insegnanti italiane in un percorso di consapevolezza per riscoprire i propri doni e talenti per insegnare e vivere meglio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

[mc4wp_form id="10215"]