5 modi per uscire dalla zona di comfort (e perché è importante farlo)

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Se fai quello che hai sempre fatto, otterrai ciò che hai sempre ottenuto.
Anthony Robbins

A settembre dell’anno scorso, mi stavo preparando ad affrontare un nuovo anno scolastico nella scuola turca dove lavoravo. Avevo già un anno e mezzo di esperienza in quella scuola, conoscevo gli alunni, le colleghe e i genitori. Sapevo come funzionava e cosa aspettarmi più o meno. Pensavo di avere davanti a me un anno relativamente facile quando tutto cambiò improvvisamente. Una collega responsabile del planning delle lezioni di terza e quarta elementare si licenziò da un giorno all’altro lasciando la posizione scoperta. La coordinatrice aveva indicato me come sostituta, ma io non mi sentivo per niente pronta ad affrontare quel cambio di programma che non avevo neanche voluto! Coordinare due gruppi di lavoro a distanza, verificare tutti i materiali di lezione, assumersi la responsabilità di eventuali errori, gestire le lamentele da colleghi e supervisori, sopportare lo stress che si aggiungeva al tempo in aula, insegnare in sette classi diverse, il tutto per un minimo aumento di stipendio e nessun riconoscimento. Mi sembrava di avere davanti a me una montagna e l’anno mi sembrava terribilmente lungo.
Certo, avrei potuto dire di no e continuare a fare le stesse cose, ma in che modo quel comportamento mi avrebbe fatto crescere? Allo stesso tempo, avevo paura di deludere le aspettative e di non essere all’altezza del compito che mi era stato assegnato.
A distanza di un anno, sono contenta di aver accettato quella posizione ed essere uscita dalla mia zona di comfort. Ho passato momenti di sconforto e anche di tensione, ma quell’esperienza mi è servita per apprendere nuove abilità e tirare fuori dei lati di me che non conoscevo ancora.
La zona di comfort è formata da tutte quelle abitudini che abbiamo costruito con il passare del tempo. Ci è familiare, la conosciamo, ci sentiamo al sicuro, ma dopo un po’ ci sentiamo stretti all’interno di quella zona perché non è abbastanza sfidante per noi. Allo stesso tempo, siamo spaventati dall’incerto e abbiamo paura di muoverci in una direzione che non conosciamo.Ed ecco che allora facciamo lavori che non ci soddisfano o manteniamo relazioni che non tirano fuori il meglio di noi stessi solo per paura del cambiamento o della solitudine. Non si tratta di abbandonare del tutto la propria zona di comfort, ma allargarla a poco a poco, espanderla, abbracciando l’incerto e il cambiamento perché è proprio facendo questo che impariamo cose nuove e cresciamo ed è questo ciò che ci fa sentire soddisfatti e felici. E per zona di comfort non intendo magari una vita routinaria: viaggiare per un lungo periodo mi ha fatto capire come anche una vita fuori dall’ordinario poi possa diventare una routine e un’abitudine familiare. Il problema sorge nel momento in cui ci rifugiamo in questa zona di protezione e ci lasciamo paralizzare dalla paura del cambiamento.

La vita è già abbastanza stressante e i problemi non mancano…perché dovrei anche preoccuparmi di uscire dalla mia zona di comfort? Perché in realtà non è così confortevole come pensiamo. Facendo sempre le stesse cose, non c’è apprendimento e neanche miglioramento. E questo, a lungo andare, si trasforma nella ricetta perfetta della frustrazione e dell’infelicità. Allargare la nostra zona di comfort consapevolmente ci dona quella flessibilità che ci è utile anche per affrontare le situazioni che la vita ci pone davanti e che sfuggono al nostro controllo.

Pensate che per uscire dalla propria zona di comfort sia necessario fare azioni radicali tipo mollare tutto e andare dall’altra parte del mondo? Provate a proporre un cambio di posto a tavola ai vostri familiari e notate le loro reazioni (e resistenze). Anche delle piccole azioni possono essere molto efficaci nell’installare nuovi percorsi neuronali, farci scoprire un lato di noi stessi che non conoscevamo, acquisire un’abilità e aumentare la fiducia in noi stessi.

Ecco allora 5 modi per uscire dalla zona di comfort!

1. Leggere libri o guardare film che non appartengono al nostro genere preferito

Tendiamo ad essere abitudinari anche nello scegliere gli stessi generi di libri e film. Un modo per allargare i nostri orizzonti, può essere chiedere ad amici o conoscenti l’ultimo libro che hanno letto o l’ultimo film che hanno guardato o anche quello che li ha colpiti di più. Questo può essere anche un ottimo spunto per intavolare conversazioni stimolanti e un modo per allenare la creatività e guardare le cose da punti di vista diversi.
Lavorando con i bambini, mi sono trovata diverse volte a basare le lezioni su film di animazione e cortometraggi. Pensavi fossero solo per i piccoli? Niente affatto, provare per credere! Un esempio su tutti, il fim Alike.

2. Variare il linguaggio

Anche quando ci esprimiamo, tendiamo ad utilizzare alcune parole più frequentemente di altre. Prova ad annotare le parole che ripeti più spesso e utilizza dei sinonimi. Può essere anche una sfida divertente da fare in famiglia e in classe e una strategia per espandere il proprio vocabolario!

3. Sbagliare volutamente strada
Cambiare strada per andare a scuola o a casa farà andare un pochino in tilt i perfezionisti, ma sarà una maniera eccellente per rompere uno schema di pensiero e perché no…notare anche qualcosa che non avevamo visto prima!

4. Attaccare discorso con persone che non conosciamo bene

Ci rifugiamo nella zona di comfort anche quando parliamo con persone con cui sentiamo a nostro agio. Va benissimo, ma ogni tanto proviamo anche rivolgerci a persone che non conosciamo bene. Si impara sempre qualcosa di nuovo!

5. Chiedersi “Cosa farei se non avessi paura?”
Ciò che ci blocca dal prendere decisioni e uscire dalla nostra zona di comfort è la paura. Paura del fallimento, del giudizio degli altri, di non essere all’altezza, di restare soli. In questi casi, una domanda funzionale da chiedersi è proprio “Cosa farei se non avessi paura?”.
Ogni emozione porta con sé un messaggio. Quando ti senti spaventata/o, chiediti “qual è l’intenzione positiva di questa emozione? Cosa mi vuole comunicare?” Le emozioni, anche quelle che ci mettono più a disagio, non vanno mai scacciate o soffocate, ma accolte. Passeranno più in fretta.

Quale piccola azione farai oggi per uscire dalla tua zona di comfort?

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La mia missione è supportare le insegnanti italiane nel loro cammino di crescita personale. Molto spesso, infatti, le competenze emotive degli insegnanti vengono date per scontate o non si presta loro l’attenzione che meritano. Il coaching, la PNL e la neuro-semantica sono degli strumenti efficaci per diventare la miglior versione di noi stessi.

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Mary Gioffrè
Mary Gioffrè
Ciao! Sono Mary Gioffrè, coach, insegnante di inglese e fondatrice di Insegnanti Consapevoli. La mia missione è accompagnare le insegnanti italiane in un percorso di consapevolezza per riscoprire i propri doni e talenti per insegnare e vivere meglio.

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